Diabete, obesità e tumori: perché aumentano anche negli animali

da | Gen 12, 2026 | Attualità

Per molto tempo si è pensato che patologie come il diabete di tipo 2, l’obesità, alcune forme di cancro o le malattie cardiovascolari fossero il flagello della nostra specie, ma qualcosa sembra essere cambiato. Recenti studi scientifici evidenziano che anche gli animali si ammalano sempre più spesso delle stesse malattie croniche che colpiscono l’uomo.

Aumento di obesità e disturbi metabolici

Il fenomeno è evidente soprattutto negli animali domestici. Sono i veterinari stessi a constatare un significativo aumento di obesità e disturbi metabolici in cani e gatti. In alcune popolazioni feline, il diabete mellito ha raggiunto prevalenze paragonabili a quelle osservate negli esseri umani in Paesi industrializzati. Non si tratta di un semplice problema estetico o di benessere: l’eccesso di peso negli animali è associato a infiammazione cronica, riduzione dell’aspettativa di vita e maggiore incidenza di tumori.

Tumori e disfunzioni endocrine

Ancora più significativo è ciò che sta emergendo negli ecosistemi naturali. In diverse aree del mondo, specie selvatiche esposte a contaminanti ambientali presentano un aumento anomalo di tumori, disfunzioni endocrine e malattie croniche non infettive. Pesci che vivono in acque inquinate mostrano alterazioni epatiche e metaboliche; mammiferi marini accumulano sostanze che interferiscono con il sistema ormonale e immunitario. Tutto questo, come risulta evidente, è imputabile all’attività umana.

Salute umana, animale e ambientale

La comunità scientifica tende oggi a considerare salute umana, animale e ambientale come parti di un unico sistema. Le stesse pressioni, inquinamento chimico, stress cronico, alterazione dei ritmi biologici, selezione genetica spinta, agiscono su organismi diversi producendo esiti sorprendentemente simili. Le malattie croniche non trasmissibili non sono più esclusivamente legate a una specie, ma a un insieme di condizioni ambientali e sistemiche.

Modelli biologici più realistici

Questo cambiamento di prospettiva ha conseguenze concrete. Studiare le malattie croniche negli animali può offrire modelli biologici più realistici, aiutare a individuare fattori di rischio ambientali e, in ultima analisi, rendere più chiaro quanto la salute, di chiunque, dipenda dall’equilibrio dell’ecosistema in cui vive.