Presso eCampus, Naomi Ahanonu ha conseguito la laurea in Lettere – indirizzo Design e Discipline della Moda. Fin da piccola, osservando le vetrine, sognava di vedere i manichini indossare le sue creazioni. È proprio seguendo quell’ambizione che ha scelto il suo percorso di studi, culminato oggi con la laurea. L’abbiamo incontrata.
Naomi, com’è iniziata la tua esperienza a eCampus?
«Dopo il liceo mi sono concessa un anno sabbatico per fare chiarezza dentro di me e trovare la giusta direzione. Sapevo di voler lavorare nella moda, ma cercavo un ateneo che si adattasse alle mie esigenze. In eCampus ho trovato esattamente questo».
Cosa ti ha spinto a preferire un percorso di laurea da remoto rispetto a uno tradizionale in presenza?
«Abito in provincia di Venezia e spostarmi quotidianamente sarebbe stato complicato e dispendioso in termini di tempo. Inoltre, i corsi eCampus non prevedono test di ingresso, che spesso rappresentano un ostacolo non indifferente».
Qual è la tua opinione sul programma eCampus?
«All’inizio il percorso mi è sembrato piuttosto scorrevole. Col tempo, però, ho avuto la sensazione che la preparazione degli esami diventasse più impegnativa. Ma è normale: lo studio richiede costanza e dedizione. Ho trovato un grande supporto nei tutor e nei gruppi di classe, dove ci siamo aiutati a vicenda».
Quali materie ti sono piaciute di più?
«Ho amato sia Disegno sia Laboratorio immagine. In particolare quest’ultimo mi ha aperto gli occhi sul mondo del fashion in tutte le sue fasi, dal marketing al packaging. In generale, il percorso mi ha dato gli strumenti per iniziare una carriera: oggi mi sento in grado di ideare un progetto e sviluppare una collezione. Inoltre, ho migliorato molto il mio inglese, fondamentale per il lavoro che sogno».
Hai avuto modo di fare esperienze di tirocinio?
«Sì, nell’ambito della fotografia, che mi appassiona molto. È stata un’esperienza utile per prendere confidenza con la macchina fotografica e capire come gestire un set».
Il sogno di diventare stylist è cambiato durante gli studi?
«Devo essere sincera: un po’ sì. Quando ci si confronta con gli aspetti più pratici e burocratici di un sogno, è inevitabile vederlo sotto una luce diversa. Ci sono stati momenti di sconforto in cui mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta. Poi però basta tornare a disegnare, poggiare la matita sul foglio, e capisco che sì: è esattamente questo il mio percorso».
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
«Voglio far crescere il mio brand e, soprattutto, essere felice. In fondo, sono due obiettivi che vanno di pari passo».
Pensi che, per lavorare nella moda, sia necessario trasferirsi a Milano?
«Milano è sicuramente un punto di riferimento importante, ma oggi, grazie al web, si può lavorare e farsi conoscere ovunque. Internet permette di mostrare il proprio talento a un pubblico vastissimo, spesso senza costi. Con un po’ di fortuna, potrebbe arrivare anche una collaborazione con un grande brand. La vita è imprevedibile».







