Abile politico, poeta raffinato e mecenate, nei suoi soli 43 anni di vita Lorenzo di Piero de’ Medici, detto il Magnifico (1449-1492), trasformò Firenze in uno dei centri culturali principali del Rinascimento grazie al sostegno ad artisti come Botticelli, Michelangelo, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Poliziano. E tra le sue tante passioni, Lorenzo coltivò anche quella del collezionismo, accumulando dipinti, sculture, gemme, cammei, vasi, monete e manoscritti.
È proprio questa straordinaria collezione che rivive nella mostra Magnifico 1492, promossa dalle Gallerie degli Uffizi e visitabile dal 3 dicembre 2026 fino all’1 marzo 2027 nel Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti.
L’inventario del 1492 e la collezione ritrovata
Fil rouge della mostra è l’inventario compilato nel 1492 alla scomparsa di Lorenzo, documento da cui è partito il lavoro scientifico e curatoriale, che ha anche permesso di fare nuove scoperte sotto il profilo storico-artistico. Il tutto nella cornice del Tesoro dei Granduchi, che custodisce anche il calco in gesso della maschera funebre di Lorenzo.
Il percorso espositivo riflette il collezionismo dei primi Medici fino a Lorenzo, avvalendosi di studi inediti e mettendo in luce il modo in cui la famiglia concepiva la raccolta di oggetti preziosi: un potentissimo strumento di rappresentazione politica e culturale, intrecciando storia dell’arte, filosofia e teologia.
Le opere esposte testimoniano l’ampiezza del collezionismo degli interessi del Magnifico: dipinti, sculture, ma anche vasi, gemme, monete, manoscritti miniati e carte geografiche, oggetti che nelle corti del Quattrocento incarnavano raffinatezza e sapere.
I capolavori in mostra
Per la prima volta nella storia è riunita, inoltre, la trilogia della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello: tre celebri dipinti, oggi divisi tra le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la National Gallery di Londra e il Louvre di Parigi, che tornano a dialogare nello stesso spazio e che potranno essere ammirati come erano originariamente nella dimora medicea.
Sono esposti anche altri oggetti preziosi originariamente appartenuti alla collezione del Magnifico, tra cui lo Spiritello in rame di Donatello e un manoscritto miniato dei Trionfi di Petrarca, fatta espressamente per Lorenzo e in prestito dalla Biblioteca Nazionale di Parigi, l’Adorazione dei Magi di Botticelli, realizzata tra il 1470 e il 1475 e conservata nella collezione degli Uffizi, oltre ad altre opere in prestito da istituzioni come il Metropolitan Museum e il Louvre.
“La mostra offre l’occasione di riflettere sul collezionismo dei primi Medici fino a Lorenzo il Magnifico, avvalendosi di studi scientificamente inediti. L’obiettivo è spiegare il significato delle loro scelte collezionistiche alla luce del disegno politico che animava la dinastia medicea: consolidare ed estendere il potere e l’influenza della propria stirpe a tutta l’Italia ed anche oltre i confini della penisola”, ha spiegato Simone Verdi, direttore delle Gallerie degli Uffizi.







