Luigi Pirandello nasce il 28 giugno 1867 ad Agrigento, in Sicilia, in una famiglia benestante. Dopo gli studi universitari a Palermo e Roma, si trasferisce a Bonn, in Germania, dove si laurea in filologia romanza. Tornato in Italia, si dedica all’insegnamento e alla scrittura. Tutt’altro che semplice, la sua vita è stata cosparsa di eventi tragici, che forse hanno contribuito a forgiare la sua sensibilità artistica. Qualche esempio? Il fallimento economico della famiglia e la grave malattia mentale della moglie Antonietta Portulano.
Il pensiero e la poetica
La poetica di Luigi Pirandello si distingue soprattutto per la contrapposizione tra vita e forma. La vita è movimento continuo, ma il suo flusso è inibito dalla società, che imprigiona gli individui in ruoli fissi, o meglio maschere. Secondo Pirandello, ogni persona non è mai una sola, ma assume identità diverse a seconda dello sguardo degli altri. Da qui nasce la riflessione sull’uomo come “uno, nessuno e centomila”, frammentato e incapace di possedere una verità assoluta. Il relativismo e la crisi dell’io sono temi centrali della sua produzione.
I romanzi principali
Tra le opere più importanti di Luigi Pirandello spicca Il fu “Mattia Pascal“, pubblicato nel 1904. Il romanzo racconta la storia di un uomo che, creduto morto, decide di cambiare identità per ricominciare da capo, scoprendo però che è impossibile sfuggire a se stessi. Pietra miliare della bibliografia dell’autore siciliano è anche “Uno, nessuno e centomila”, del 1926, in cui il protagonista Vitangelo Moscarda scopre di non essere come si è sempre immaginato, ma di esistere in molteplici versioni negli occhi degli altri. Attraverso questi romanzi, Pirandello analizza in modo profondo la crisi dell’identità moderna.
Il teatro innovativo
Luigi Pirandello è considerato uno dei più grandi innovatori del teatro del Novecento. Con “Sei personaggi in cerca d’autore”, rappresentato nel 1921, introduce una rivoluzione metateatrale: i personaggi si presentano sul palco chiedendo che la loro storia venga messa in scena, mettendo in discussione il confine tra realtà e finzione. Anche opere come “Enrico IV” e “Così è, se vi pare” affrontano il tema della verità relativa, mostrando come ognuno possieda una propria interpretazione dei fatti. Il suo teatro rompe gli schemi tradizionali e apre la strada alla drammaturgia contemporanea.
Il Premio Nobel e gli ultimi anni
Il 1934 fu un anno importante per Luigi Pirandello: il suo intenso e innovativo lavoro letterario gli valse il conferimento del Premio Nobel. Negli ultimi anni si dedicò anche al cinema, intuendo subito il suo potenziale. Morì a Roma il 10 dicembre 1936, lasciando precise disposizioni per una cerimonia di commiato semplice, priva di fronzoli. Le sue opere continuano ad appassionare e a consegnarci un ritratto affascinante della psiche umana.







